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Brevi cenni in tema di fiscalità in Romania.

L’unicità dell’aliquota ordinaria per le persone fisiche e giuridiche.

La legislazione fiscale rumena dal 2005 sino ad oggi, prevede un’unica aliquota ordinaria pari al 16 % del reddito delle persone fisiche e delle persone giuridiche.

Per coloro che hanno chiesto ed ottenuto la residenza in Romania, l’aliquota del 16 % colpisce il reddito ovunque esso sia stato prodotto, invece per i non residenti il 16 % colpisce solo il reddito prodotto all’interno della Romania.

L'imposta ordinaria sull'utile netto delle società è quindi del 16 %. A fianco ad essa si collocano le ritenute alla fonte dei dividendi da distribuire ai soci. 

Le ritenute alla fonte possono anche mancare e cambiano dal 10 %  al 16 % a seconda dei casi. Le ritenute sono pari a 0 in caso di distribuzione di dividendi a persone giuridiche UE che detengono meno del  15 % del capitale da almeno  2 anni consecutivi decorrenti dalla data di costituzione della società, ovvero dalla data di acquisto della quota societaria, sino alla data del pagamento e sono  pari al 10 % se il beneficiario detiene il 25 %, alle stesse condizioni poc'anzi illustrate.  In tutti gli altri casi sono pari al 16 %.


Rapporti tra Italia e Romania : la convenzione internazionale in tema di doppia imposizione fiscale e l’art. 118 del cod. fisc. Rumeno.

Sotto il titolo "Coroborarea prevedilor codului fiscal cu cele ale conventiilor de evitare a dublei impuneri" ( Verifica prevista dal codice fiscale sulle convenzioni per evitare la doppia imposizione ) l’art. 118 del codice fiscale rumeno attualmente in vigore – O.U.G. n° 123 approvato in data 07.12.2004 – sancisce al primo comma :

Principio della prevalenza delle convenzioni bilaterali sul diritto interno rumeno.

Contenuto del principio: tutti gli accordi bilaterali relativi alle convenzioni internazionali stipulati dalla Romania con altri paesi per evitare il regime delle doppie imposizioni prevalgono sulla normativa interna. Pertanto, l’art. 118 del cod. fisc. rumeno, per quanto riguarda l’Italia, rinvia implicitamente all’accordo firmato dalla Romania con la Repubblica Italiana nel 1977.

Tale convenzione è stata recepita nel nostro diritto interno ed è applicabile a cominciare dall’01/01/1979. Sempre l’art. 118 sancisce il principio che afferma che la quota imponibile di qualsivoglia reddito realizzato in Romania da un non residente non può essere superiore a quella prevista dalle convenzioni bilaterali stipulate dalla Romania con i paesi partner.

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Principi base della Convenzione Italia-Romania per evitare la doppia imposizione :

Ambito e applicabilità della convenzione: il primo principio contenuto nell’art 1 fa riferimento al criterio della residenza. Ai sensi di tale criterio la convenzione si applica alle persone giuridiche e fisiche residenti e/o domiciliate in uno o in entrambi gli stati contraenti. Il successivo articolo 3 della convenzione specifica che per stato contraente si intende l’Italia e la Romania, mentre il successivo art.4 dà la nozione di domicilio fiscale, per cui l’espressione "residente in uno stato contraente" significa ogni persona che, in virtù della legislazione di detto stato è assoggettata ad imposta nello stesso stato in ragione del suo domicilio e/o della sua residenza.

Tipologie di imposte : l’art.2 della convenzione elenca le imposte che godono dell’esonero dalla doppia imposizione. Esse sono : le imposte sul reddito delle persone fisiche e delle persone giuridiche, l’imposta dei redditi sui salari, l’imposta sui redditi realizzati in Romania da persone fisiche e giuridiche non residenti, l’imposta sui redditi delle società con capitale misto rumeno e straniero, l’imposta sui redditi derivanti da attività di libere professioni, l’imposta sui redditi derivanti da attività produttive nonché dalle imprese diverse da quelle di Stato, l’imposta sui redditi derivante dall’affitto di terreni e fabbricati in Romania, l’imposta sui redditi derivanti dalle attività agricole.

Stabile Organizzazione : per l’art.5 l’espressione "stabile organizzazione" indica una sede fissa in cui l’impresa svolge in tutto od in parte la sua attività.

Questa norma è di fondamentale importanza ai fini dell’esonero dalla doppia imposizione fiscale tra Italia e Romania poiché i redditi prodotti dalla stabile organizzazione imprenditoriale saranno tassabili nel paese contraente ove ha sede la stabile organizzazione dei beni e dei servizi che hanno prodotto tale reddito.

L’espressione stabile organizzazione comprende la sede della direzione, la succursale, l’ufficio od un cantiere con installazioni che abbiano una durata superiore a 12 mesi. Non si considera invece stabile organizzazione il magazzino di deposito delle merci o l’ufficio utilizzato al solo fine di acquistare o scambiare merci.

Redditi Immobiliari : i redditi derivanti da beni immobili, compresi i redditi derivanti dalle attività agricole o forestali sono imponibili nello stato contraente in cui detti beni sono situati. Si considerano beni immobili tutti i diritti reali derivanti dal bene immobile compreso l’usufrutto.

Utili delle Imprese : gli utili di un’impresa di uno stato contraente sono imponibili soltanto in detto stato, a meno che l’impresa svolga la sua attività anche nell’altro stato contraente per mezzo di una stabile organizzazione. In tal caso per non pagare due volte le stesse tasse sugli utili, ciascuno stato contraente applicherà le proprie tasse ed imposte ove ha sede la stabile organizzazione imprenditoriale. Pertanto, se l’impresa svolge la sua attività in entrambi gli stati contraenti, gli utili di impresa sono imponibili in entrambi gli stati nelle misura in cui detti utili sono attribuibili al concetto di stabile organizzazione. Per determinare gli utili sono ammesse in deduzione le spese sostenute per gli scopi perseguiti da ciascuna stabile organizzazione. Gli utili sono determinati annualmente.

Dividendi : il termine dividendi designa i redditi derivanti da azioni o diritti di godimento sulle quote societarie.

Brevemente, l’art. 10 della convenzione sancisce questa disciplina: i dividendi distribuiti ove ha sede la stabile organizzazione imprenditoriale di uno stato contraente sono imponibili solo in tale stato salvo che essi non vengano successivamente distribuiti nell’altro stato contraente . In tale ultimo caso i dividendi vengono tassati nell’altro stato mediante il meccanismo del credito di imposta. Pertanto i dividendi versati da una società residente – rectius domiciliata – di uno stato contraente ad un residente dell’altro stato contraente sono imponibili anche in detto altro stato.


Redditi prodotti all'estero e quadro RW - Normativa Italiana. 

I cittadini residenti in Italia con attività all'estero devono indicare nel quadro RW del Modello Unico:

  • i trasferimenti di denaro da e verso l’estero, i certificati di serie o di massa o titoli, per cause diverse dall’investimento all’estero o dall’attività estera di natura finanziaria, effettuati attraverso soggetti non residenti, senza il tramite di intermediari residenti ;

  • la consistenza a fine anno, degli investimenti all’estero e delle attività estere di natura finanziaria;

  • i trasferimenti da, verso e sull’estero che hanno interessato gli investimenti all’estero e le attività finanziarie estere;

L'obbligo non sussiste :

  • quando l'ammontare del reddito all'estero è inferiore a 12.500,00 euro.

  • per i contratti conclusi con l’intervento di intermediari residenti, anche in qualità di controparti.

  • per i depositi ed i conti correnti, se i redditi che ne derivano sono riscossi attraverso intermediari residenti.

Regime degli Immobili detenuti all'estero :

Tutte le compravendite suscettibili di generare plusvalenze - acquisto e vendita nell'arco di un quinquennio - e gli affitti di immobili all'estero devono essere obbligatoriamente registrati nel quadro RW, salve le norme della convenzione Italia-Romania del 1977 illustrata qui di seguito.

Per gli immobili vige l'obbligo della registrazione nel quadro RW, osservando i seguenti rilievi :

1) Per gli immobili  liberi, ossia non affittati o dati in locazione, soggetti nel paese straniero ad un regime di tassazione mediante applicazione di tariffe d’estimo od in base a criteri simili a quelli Italiani - rendite catastali - vige l'obbligo della registrazione nel quadro RW con l'indicazione della tassazione applicata.

2) Per gli immobili affittati bisogna distinguere: se  lo Stato estero tassa i canoni, in Italia si dichiara l’imponibile estero senza alcuna deduzione di spese. Se invece  il reddito della locazione non è tassabile all’estero,   l’imponibile in Italia è dato dal canone ridotto del 15%.

  • Esoneri : gli immobili liberi non concessi in locazione possono non essere registrati nel modello RW quando non producono reddito tassabile nel Paese dove sono localizzati : in tal caso, infatti, si considerano non produttivi di reddito anche in Italia .

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Plusvalenza in Romania, vendita, trasferimento di immobili e di terreni.

La materia e in continua evoluzione.  Indichiamo qui di seguito lo schema del "Capital Gain", "Real Estate Tax"  entrato in vigore nel 2007, che delinea due scaglioni, avvertendo il lettore che il valore al rogito dovra' sempre essere dichiarato in Ron ( negli ultimi tre anni la moneta locale ha avuto delle oscillazioni continue ed altalenanti, nei confronti dell'euro, con variazioni positive e negative dal  10 al 20 %, ovvero da 4 ron a 4,4 ron ) :

Compravendita entro i 3 anni dalla precedente.

- Si applica il 3 % sul valore della vendita dichiarato al rogito Notarile quando esso sia inferiore a 200.000 Ron, in ipotesi di successivo trasferimento entro 3 anni dalla data del precedente acquisto.

- Si applica un'aliquota fissa pari a 6.000 Ron + il 2 % applicato sul valore che eccede la somma di 200.000 Ron, in ipotesi di successivo trasferimento entro 3 anni dalla data del precedente acquisto.

Compravendita oltre i 3 anni dalla precedente.

- Si applica  il 2 % sul valore dichiarato al rogito quando esso sia inferiore a 200.000 Ron, in ipotesi di successivo trasferimento oltre i 3 anni dalla data del precedente acquisto.

- Si applica un'aliquota fissa pari a 4.000 Ron +  1 % quando il prezzo dichiarato al rogito sia superiore a 200.000 Ron.


Regime fiscale dei non residenti in Romania

Il II comma dell’art. 118 cod. fisc. sancisce l’obbligo di provare la propria residenza fiscale ai fini dell’applicabilità della Convenzione Italia-Romania per evitare la doppia imposizione:

La norma tradotta in italiano statuisce: "Per applicare le norme previste dalle convenzioni per evitare le doppie imposizioni le persone fisiche non residenti sono obbligate a presentare il certificato della propria residenza fiscale".

Osservazioni: la norma ha lo scopo di favorire all’agenzia delle entrate in Romania l’individuazione del paese con il quale la Romania ha firmato la convenzione.

La Romania infatti ha firmato accordi bilaterali non solo con l’Italia ma con 78 paesi tra i quali figurano tutti i partner Europei.

In linea generale possiamo affermare che le persone fisiche non residenti sono tassate sul reddito prodotto in Romania analogamente alle persone residenti, quando la loro presenza sul territorio rumeno sia superiore a 183 giorni, anche non consecutivi, calcolati nell'arco di 12 mesi consecutivi dell'anno solare in corso.

Per coloro che soggiornano in Romania per periodi inferiori a 183 giorni vale il principio della "World Wide Tax" ovvero "resident tax". La Romania accetta il principio internazionale della "resident tax" - le tasse si pagano nel luogo ove il contribuente ha la residenza -  sussiste però l’obbligo della persona fisica non residente, in caso di controllo, di provare la propria residenza fiscale - in tal caso sarà necessario esibire il certificato rilasciato in Italia dall'Agenzia delle Entrate -  nonché quello di dichiarare quanto versato allo stato di residenza avuto riguardo al reddito percepito in Romania.

Per quanto riguarda le persone giuridiche: vige il principio della stabile organizzazione imprenditoriale nonché quello secondo cui è considerata persona giuridica di diritto romeno , quella che si è costituita in conformità alla legislazione locale. Le persone giuridiche romene partecipate da società italiane o con capitale italiano,  per eliminare gli effetti della doppia imposizione possono optare per il consolidato fiscale.

In tale ultimo caso le tasse pagate in Romania si configurano come credito di imposta ed il contribuente sarà tenuto a pagare la differenza tra l’aliquota prevista dal diritto fiscale rumeno e quella prevista dal sistema italiano.


Tassazione in Romania dal 2000 al 2014

Come osservato sussiste l'aliquota unica ordinaria del 16 % qualsiasi sia il reddito prodotto dalla persona fisica residente in Romania ovvero l'utile contabile prodotto dalla persona  giuridica, detratti i costi deducibili.

Esistono, per le persone giuridiche di piccole dimensioni - Micro imprese -  formule fiscali maggiormente vantaggiose con aliquote pari al 2,5 e 3 % sul fatturato complessivo. Rimandiamo per gli approfondimenti di questa materia ai manuali istituzionali.  

Per le persone giuridiche restano salve le norme sulle ritenute e sui dividendi che vanno dallo 0 al 10 % sino al 16 % a seconda dei casi. Le ritenute sono pari a 0 in caso di distribuzione a persone giuridiche UE che detengono almeno il 15 % del capitale da almeno  2 anni consecutivi decorrenti dalla data di costituzione della società, ovvero dalla data di acquisto della quota societaria, alla data del pagamento del dividendo ed infine sono  pari al 10 % se il beneficiario detiene il 25 %, alle stesse condizioni poc'anzi illustrate..

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Tipologie di reddito delle persone fisiche in Romania :

Il codice fiscale rumeno individua 8 tipologie differenti di reddito. Il reddito delle persone fisiche per contratti di lavoro autonomo e per i liberi professionisti è tassato con aliquota pari al 16 %. Anche i non residenti che percepiscono redditi in Romania sono obbligati a tenere la contabilità semplificata sempre che abbiano percepito un reddito in Romania.

Per quanto riguarda gli affitti ed i redditi civili derivanti dagli immobili, essi cadono nel sistema di calcolo dell'imposta ordinaria (per approfondimenti in lingua locale http://www.cabinetdeavocat.ro/impozitof.php).

Per quanto riguarda i redditi derivanti da contratti di lavoro subordinato, l’obbligo di tenere la contabilità e di versare le tasse spetta al datore di lavoro . Sono previste deduzioni per i famigliari a carico.

Per quanto riguarda le compravendite immobiliari, è stata recentemente apportata una modifica al codice fiscale che introduce un calcolo di  imposta sulla plusvalenza del valore dell’immobile compravenduto.


IVA :

Con l'adesione della Romania alla UE,  tutte le transazioni con paesi membri della UE entrano nel regime dell'IVA comunitaria. In Romania sono previste due tipologie di aliquote: per le prestazioni professionali e di servizi si applica l’Iva ordinaria pari al 24%. Precedentemente, sino al 2009/2010, essa fu pari al 19 %. Il Governo si è prefisso di rientrare nella quota pregressa ordinaria del 19 % entro il 2013. Alcune attività come gli Hotels, Bed & Breakfast, case vacanze,  scontano ancora l'Iva agevolata pari al 9 %.  Lo stesso dicasi per le prestazioni di vendita di libri, giornali, prodotti ortopedici e medicinali, attività alberghiera in generale, fiere ed esposizioni.  Il codice fiscale Rumeno prevede però la possibilità per le persone giuridiche di nuova costituzione di optare per il regime di esenzione dall'Iva a condizione che il volume d'affari annuo sia inferiore ai 35.000 euro, qualsiasi sia il tipo di attività svolta.

Viene perciò in considerazione l'art. 140 del nuovo codice fiscale. Il I comma afferma che l'aliquota normale è del 24 % per le operazioni imponibili, non soggette ad aliquote ridotte. Si applica l'aliquota del 9 % per i seguenti servizi: a) mostre ed eventi culturali, per l'accesso a  musei, castelli, case commemorative, monumenti storici architettonici e archeologici, zoo e giardini, fiere, teatri; b) attività relativa alla vendita di libri di testo, giornali e riviste ad eccezione dei servizi di pubblicità; c) fornitura di protesi ed accessori; d) fornitura di prodotti ortopedici; e) produzione e vendita di medicinali ad uso umano ( prodotti farmaceutici) e veterinario; f) alloggio nel settore alberghiero o in settori analoghi, compresi i terreni in leasing per il campeggio (camping);  II comma: Si applica l'aliquota ridotta del 5 % in relazione alla consegna, cessione degli alloggi che rientrano nell'ambito delle politiche sociali, inclusa la cessione del diritto di superficie. Politica sociale significa a) case per anziani e pensionati, orfanotrofi, centri di riabilitazione per bambini e disabili.

L'art. 141 riguarda le Esenzioni dall'IVA. Sono esenti da Iva le seguenti operazioni: a) prestazioni ospedaliere, cure mediche, case di cura, centri sanitari rurali, cliniche e laboratori; b) servizi prestati nello svolgimento dell'attività di dentista e odontotecnico, fornitura di protesi dentarie; d) attività per il trasporto di malati ed infetti; e) trapianto e fornitura di organi; f) attività indicate dalla L n. 84/1995; g) cessione di beni o servizi da parte di mense organizzate; h) istruzione scolastica ; I) protezione sociale; j) organismi pubblici, istituzioni pubbliche per la tutela del bambino; k)organizzazioni no-profit con obiettivi politici, sindacali, religiosi, patriottici, filantropici, che abbiano carattere collettivo di rappresentanza dei loro membri, purchè l'esenzione non sia finalizzata a creare distorsioni nella concorrenza; l) pratica dello sport, organizzazioni no-profit sportive; m) attività culturali offerte da istituzioni pubbliche senza scopo di lucro, riconosciute dal Ministero della Cultura; n) servizi o cessioni di cui alle lettere a, f, i, m; o) attività radio televisive diverse dalle attività commerciali; p) servizi pubblici postali, q) associazioni autonome di persone con scopi di mutualità; r) fornitura di personale da parte delle istituzioni religiose o filosofiche per le attività di cui alle lettere a,f,i,j.   

Sono inoltre esenti: i servizi finanziari e bancari, la negoziazione del credito da parte di Istituti autorizzati, incluso il deposito in conti correnti, giroconti ed altri effetti commerciali ad eccezioni delle attività di recupero del credito; tutte le operazioni che abbiano come oggetto la negoziazione di monete avente corso legale, fatta eccezione per le monete di interesse numismatico e per gli  oggetti da collezione, incluso l'oro e l'argento; Sono infine esenti:  la gestione delle azioni societarie e delle obbligazioni, i titoli di borsa e la gestione dei fondi di investimento.  


Le Imposte sulle persone giuridiche.

Il codice fiscale Rumeno all’art. 17 stabilisce "Cota de impozit pe profit care se aplicà asupra profitului impozabil este de 16 %, cu exceptiile prevazutele la art. 33 si 38", pertanto anche per le persone giuridiche si applica l’aliquota imponibile sugli utili di impresa del 16 %, con le eccezioni previste dagli artt. 33 e 38 .

L’art. 33 prevede infatti regole speciali delle imposte sui profitti derivanti dalla compravendita di beni immobili.

L’art. 38 invece, detta disposizioni transitorie finali per coloro che siano autorizzati all’esercizio del commercio in zone libere : queste società beneficiano dell’esenzione dall’imposta sui redditi fino al 31.12.2006 a condizione che prima della data del 30 giugno 2002 abbiano investito 1.000.000 di $ USA.

Una caratteristica particolare del sistema fiscale rumeno è dato dall'introduzione ex art. 103 delle micro imprese che pagano una aliquota fissa sul fatturato annuale pari al 2 %, del totale dei ricavi nel 2007,  il 2,5 % nel 2008 ed il 3 % nel 2009, salvo che fatturino una somma superiore a 100.000,00 euro, nel qual caso la micro impresa, non potendo più essere considerata tale, passa automaticamente al regime ordinario del 16 %.

La micro impresa deve avere un numero minimo di impiegati pari ad 1 e non superiore a 9 . Può optare per il regime iva al 19 % oppure per il regime iva esente per qualsiasi prestazione.

La scelta della micro impresa non soggetta ad iva si adatta bene alle società che sviluppano e-commerce, transazioni on-line senza costi reali elevati e che non avrebbero comunque la possibilità di scaricare l’iva per spese di marketing on-line. Questa figura invece, non è consigliabile per qualsiasi altra attività materiale che preveda spese fisse superiori al 10 % del fatturato annuale, che paghi fatture con iva a carico e che non abbia bisogno di dipendenti.

Le persone giuridiche che ottengono dividendi maturati da quote di partecipazione in altre società pagano una imposta pari al 15 % sui dividendi percepiti. Le persone fisiche invece, che ottengono dividendi dalle persone giuridiche pagano una ritenuta pari al 10 %.

Sono esenti dalle imposte le organizzazioni religiose, i patronati, le organizzazioni sindacali e tutte le figure no-profit.

Le fondazioni e le associazioni culturali sono esenti dall’imposta sui redditi inferiori a 15.000 euro, sopra questo limite si paga un'imposta pari al 10 %. Sono esenti anche gli utili derivanti dallo sfruttamento di invenzioni brevettate in Romania per i 5 anni successivi alla registrazione del brevetto.

Infine le società nel settore della produzione cinematografica in Romania sono esenti dalle imposte sugli utili fino al 31.12.2006.

Per quanto riguarda la deducibilità delle spese delle società in Romania : tutto il sistema fiscale si basa sul principio della inerenza secondo cui sono deducibili solo le spese sostenute per la realizzazione degli utili imponibili. Tuttavia in Romania questo principio viene attenuato da un elenco di spese deducibili che si adatta praticamente a tutte le spese della vita quotidiana, luce, acqua, gas, spese condominiali, iscrizioni ad associazioni, costi per alimenti, spese di trasferta e via elencando.

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Brevi cenni in tema di trasferimento di società all'estero.

Per quanto riguarda la legittimità del trasferimento all'estero di una società di diritto italiano, viene in considerazione il 3 comma dell'art 25 della legge di dirtitto privato e processuale n 218.

 In Italia la giurisprudenza s'è cosi' orientata :

 - "Il trasferimento della sede sociale all'estero, pure legittimo, non può determinare la perdita della nazionalità italiana e quindi il venir meno degli obblighi e dei controlli previsti dall'ordinamento italiano sulla vita delle società di capitali. La società deve pertanto rimanere iscritta nel competente registro delle imprese italiano e rimane soggetta, anche per il futuro, alla iscrizione, al deposito e alla pubblicità degli atti previsti dalla legge italiana"

- È ammissibile il trasferimento all'estero della sede di una società costituita in Italia, ai sensi dell'art. 25, comma terzo, legge n. 218 del 1995 (La società trasferita all'estero continua ad essere regolata dalla legge italiana)

- "La delibera di trasferimento della sede sociale all'estero che comporti la perdita della nazionalità italiana si configura - a tutti gli effetti, ed in particolare rispetto alla previsione dell'art. 25, comma 2, lettera c), della legge n. 218/1995 - quale vera e propria estinzione della società; dal punto di vista dell'ordinamento giuridico italiano infatti, tale "denazionalizzazione" avrebbe implicazioni ancor più drastiche e trancianti rispetto alle ordinarie ipotesi di scioglimento e di liquidazione di cui agli artt.2448 e ss. c.c., considerando ad esempio come la conseguente cancellazione della società - siccome non preceduta dalla procedura di liquidazione - renderebbe inoperante, tra l'altro, la garanzia a favore dei creditori prevista dall'art. 2456, comma 2, c.c. (39).

In pratica, per la legge italiana, il trasferimento comporta sempre il rispetto dell'art. 2456 , comma 2 del codice civile : 

- approvazione del bilancio finale di liquidazione, istanza di cancellazione della società dal registro delle imprese da parte dei liquidatori;

I creditori sociali, anche dopo la cancellazione, potranno far valere i loro crediti nei confronti dei soci, fino alla concorrenza delle somme da questi riscosse in base al bilancio finale di liquidazione.

 


Giurisdizione e Competenza nelle cause civili tra Italia e Romania.

Questa tema è di squisito interesse giuridico. Sovente gli imprenditori italiani all'estero incontrano problemi di natura giuridica con altri imprenditori, persone giuridiche o fisiche aventi la medesima cittadinanza ovvero aventi cittadinanza straniera. Cosa fare in questi casi? Innanzi tutto bisogna dire che anche quando il contratto preveda la competenza del Tribunale territoriale locale, la Giurisdizione italiana non è esclusa. Infatti il nostro diritto, sulla scorta dell'insegnamento della Suprema Corte afferma che la clausola che esclude la Giurisidizione italiana deve essere inequivoca. In altre parole se non compare la formula "Giurisdizione esclusiva", verranno in considerazione tutti i criteri facoltativi e concorrenti individuati dalle convenzioni internazionali e dai regolamenti comunitari. Il primo criterio che viene in considerazione per applicare la Giurisidzione italiana è quello della cittadinanza.

Per quanto riguarda, in particolare, la Romania e l'Italia, va segnalato che la Convenzione tra la Repubblica socialista di Romania e la Repubblica italiana sull'assistenza giudiziaria in materia civile e penale, firmata a Bucarest l'11 novembre 1972 è stata parzialmente superata dalle disposizioni del Regolamento CE n. 44/2001. Tale Regolamento riflette sostanzialmente il contenuto della Convenzione di Bruxelles del 27 settembre 1968.

Particolare interesse merita l'art. 5, II comma n. 3) - competenze speciali - del regolamento CE n. 44/2001 in base al quale  la persona domiciliata nel territorio di uno Stato membro può essere convenuta in un altro Stato membro - in materia di illeciti civili dolosi o colposi, davanti al giudice del luogo in cui l'evento dannoso è avvenuto o può avvenire. Questa disposizione va letta alla luce del II comma dell'art. 25 delle nostre preleggi che afferma che "Le obbligazioni non contrattuali sono regolate dalla legge del luogo ove è avvenuto il fatto dal quale esse derivano". Orbene sulla scorta di queste disposizioni la giurisprudenza della nostra Suprema Corte ha distinto il luogo del fatto illecito dal luogo dell'evento  lesivo, di guisa che sebbene il fatto illecito sia stato commesso all'estero, nondimeno si applicherà la Giurisidizione italiana qualora l'evento danno si è verificato in Italia.

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